L’ambra

Ambra dei Bimbi

ambra dei bimbi – L’altro giorno ero in erboristeria a fare scorta di vari prodotti per il corpo e per la pulizia della casa, quando entra una ragazza con un bimbo di circa 8 mesi chiedendo all’erborista l’ambra dei bimbi. Era disperata perché non riusciva a trovarla da nessuna parte. Io, sinceramente, non avevo idea di che cosa fosse e così tornata a casa ho cominciato a documentarmi.

L’ambra è una resina fossile del Pinus succinifera, estintosi 30 milioni di anni fa. Questi abeti giganti ricoprivano vaste regioni del pianeta decine di milioni di anni fa. Tremendi terremoti seppellirono queste foreste e furono inghiottite sotto gli oceani. La pressione enorme esercitata e i milioni di anni indurirono i blocchi e le gocce di resina, l’olio essenziale che conteneva si trasformò e oggi è una materia dura come la plastica, di una inimitabile luminosità solare e dal profumo d’incenso quando brucia. Le prime tracce di tali piante risalgono a circa 250 milioni di anni fa, nel periodo chiamato Mesozoico, perciò le piante dalle cui secrezioni si è originata l’ambra naturale sono per la maggior parte specie ormai estinte; molte di quelle oggi in commercio vengono prodotte artificialmente.

Il nome ambra deriva dall’arabo anbar originariamente riferito all’ambra grigia, una sostanza cerosa prodotta dallo stomaco e rigurgitata dal capodoglio, la quale non ha alcuna affinità con l’ambra vera, se non la leggerezza. I greci chiamavano la resina fossile électron, da cui deriva il termine “elettricità”. Già il naturalista e filosofo Talete di Mileto, nel 600 a.C. ca., conosceva la proprietà di questo materiale di attrarre oggetti leggeri, per effetto dello strofinio; sembra che se ne sia accorto a causa di alcuni pezzetti di ambra che rimanevano attaccati al vello delle pecore. Questa proprietà, insieme alla combustibilità e al suo colore, fecero dell’ambra una sostanza pregiata (nel Mediterraneo era considerata un materiale esotico), e i gioielli fabbricati con essa avevano funzione di amuleti contro spettri e creature demoniache. Ancora oggi, si attribuisce all’ambra la capacità di alleviare il mal di testa e allontanare gli incubi. Nell’antichità, i pezzi di ambra giallognoli e affilati erano addirittura considerati raggi di sole solidificati (come lacrime di Fetonte, figlio di Elio, il dio Sole). La proprietà dell’ambra di rilasciare elettroni si applica negli ambienti, bruciandola come incenso. Le due fonti di provenienza più importanti sono le stesse sin dall’antichità: il mare Baltico e il Messico. All’interno di questa resina cristallizzata si possono trovare conservati piccole forme di vita preistoriche, da microrganismi a foglie, da insetti fino ad animali più complessi.

L’ambra è stata considerata preziosa sin dal Neolitico, quando veniva già usata a scopo ornamentale e venduta dopo lunghi viaggi via terra (lungo le “vie dell’ambra”) anche in luoghi lontani. Nel Medioevo, furono i Vichinghi a trasportarla in tutta Europa fino in Asia, solcando fiumi e mari sulle loro drakkar.

Il titolo del libro di David Grimaldi, direttore dell’ American Museum of Natural History “Amber, Window to the Past” ( L’Ambra, finestra sul passato ) sintetizza molto bene il contenuto emozionale e scientifico di questa calda “pietra”: attraverso questa piccola finestra si può scoprire una testimonianza della vita svoltasi sulla terra quaranta milioni d’anni fa. Inclusioni di piccoli insetti e frammenti di piante costituiscono un fantastico materiale per le ricerche dei paleontologi, ma sono anche oggetto di curiosità ed interesse da parte degli hobbisti e dei collezionisti. Guardando l’ambra possiamo ammirare l’infinita bellezza di colori, di sfumature e di luci, nonché il remoto passato racchiuso in una “goccia” di resina dorata.

Una tradizione popolare che oggi viene ancora riconosciuta come valida è quella della cosiddetta “ambra dei bimbi“ (eccoci al nostro quesito). In origine l’ambra veniva fatta indossare ai bambini in virtù delle sue proprietà calmanti e curative nei confronti di disturbi alla gola; oggi sembra che la proprietà dell’ambra di acquietare i bambini sia determinata dall’abitudine a mordicchiare e succhiare i cristalli, il che allevia i dolori della dentizione. I gioielli di ambra da far indossare ai bambini naturalmente devono avere determinate caratteristiche: in primis deve trattarsi di prodotti assolutamente naturali, privi di sostanze tossiche e chimiche, poi devono avere chiusure “di sicurezza” e una bassa resistenza in caso di pressione, essendo al tempo stesso facilmente riparabili.

L’effetto dell’ambra sulla dentizione del neonato non ha niente a che vedere con pratiche New Age o convinzioni del genere, la sua efficacia è dovuta ad elementi fisici reali e provati. L’ambra è una resina vegetale fossilizzata e, se purissima e non contaminata da altri elementi, contiene una gran quantità di acido succinico, una sostanza che al semplice contatto cutaneo sviluppa virtù benefiche sull’organismo. Gli effetti riscontrati, secondo delle ricerche scientifiche, sono stati principalmente analgesici e antinfiammatori. L’ambra poi ha effetti calmanti e riduce l’eccesso di salivazione, stimola il sistema immunitario e accelera il processo di guarigione.

L’ambra viene inoltre utilizzata nella cristallo-terapia per curare diversi disturbi, come: le allergie agli animali, al fieno, al polline. Calma le infiammazioni della bocca in generale. Si dice sia utile contro i reumatismi e i dolori alla schiena. Viene utilizzata come disinfiammante, soprattutto nelle malattie legate al raffreddore, alle infiammazioni della gola e dei polmoni, alla bronchite, e allevia i problemi legati all’asma. Utile nei casi di disturbi allo stomaco, alla milza e ai reni, l’ambra stimola anche le funzioni del fegato e della tiroide. Aiuta ad aumentare l’auto guarigione di piccole ferite o ematomi. Si pensa che abbia effetti positivi anche dal punto di vista psicologico, aumentando la capacità decisionale e aiutando in caso di depressione o tensione. Dà fiducia e ottimismo.

Autore: Sonia Festa

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